LE PAPERE
Mi scoprirono il cuore decentrato
Potenze di armonia con i leopardi
Ma colpivo le papere coi sassi
(Abbattermi la nuca contro il muro)
E dicono I bambini sono strani
Percorrono soltanto le vie poste
Ma del puzzo le papere scomposte
Gli occhi rotti la testa quanta puzza
Il sangue sulle mani poi le zampe
Secrete cose rosse di budella
E sulla punta della lingua il pus
Che mi precede e parla a marionetta
Pensavo che il tagliando mi bastasse
Ma ha solo sporcato il sanguinarmi
A ogni passo mi inchino alle formiche
D’estate lascio fare le zanzare
Ho abilitato soltanto la mia mamma
E scusa ti ho spaccato la vagina
TECHE
Abbiamo imbalsamato i nostri fiori
Di gambo smunto e il resto
Gli scarabei la teca
Sono sciupati sabati d’aprile
Da trattenere
Parlano piano
Circa il dormire
Disimpararo
E la felicità
Il soffitto di casa piove foto
E con l’ossequio ai preti
Mi garantisco a soldi l’indulgenza
Il mio cadavere decente
Conserva Dio nei legamenti
Ricordo la farina mercato delle pere
Il pranzo e il sonnellino le rane rilucenti
Di muffa ora malate l’interno del ginocchio
La piaga di chi è fermo mi fa schifo la vita
I GRANDI
L’uva marcia dei volti
Oltre gli occhi di chimica un ergastolo
Gli occhi veri occhi bimbi
Trovarli è dio trovare così pure le linee
Delle mani dei nonni
Da sempre ritenere il rifarli impossibile
Lo diceva papà
_Figlio ti salverai_ ma quanto più è difficile
I bimbi rinvenire nelle case in rovina
Quanto più veri sono quei bambini
E di rancore gonfi quel rancore
Di chi ammazzato più non tornerà
Che nella luce autunna divertirsi
A oscurare cravatte corpi belli
Restituire a chi sta infisso in volto
Bimbo ridente ancora tra le rughe
Spaccato l’esitare
È la pubblicità
QUALCUNO CHE PRECEDA
Come tentenno ai bordi – l’imbrunirmi
Sicché i passanti ai cigli – non salvarmi
È un solo nonostante perché mi precedeva
E fu nell’esenzione il solo riposarmi
La notte punge, fotte i reni
Li sento in sogno, sono spari
Che in farmacia – qualcuno
Nella mia vece – prego
Il trattenermi
Com’è l’autunno
Morire, foglie secche, tonsillite
Mi sgretolo, deciduo, la trachea
PESTAGGIO
La piscia delle botte e merda
Nocche contro il costato invocava suo padre
Che lì presso diceva sborra persa
Davanti al permanente collimare del cazzo
Che nell’adolescenza uccisi
La sciapa geografia dell’esodo
Il mutuo non esiste cornacchie le inquiline
Nel campo dove trovo un bimbo
Con cui ho gli occhi sposati
Ci spartiamo un due piazze
Che vergogna il mattino
La nostra incontinenza
Il bimbo se ne va
Resta il setto deviato
Non è ammessa querela

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