di Marco Sbrana
Istituto
Ancora mi picchietta il lobo
L’insistenza del giorno sugli scuri
A novembre impaura il mattino
Ho una castagna nella tasca
Sul cancro fa pressione il mio cappello
Quasi scongiuro me stesso
Disseminando certe Atlantidi
Per colpa di un regalo impertinente
Il mio emocromo leucemico
L’ingiungere di Carlo la mattina
Il filtrare perenne per colpa delle sbarre
Le ombre delle sbarre quando smetteva il giorno
Era la diserzione
Si è parato un pavone
Fanno vece degli occhi
Gemme nere di frassino
Dei cervi fucilati del rifugio dei topi
I cacciatori, dice, dice Sono dovunque
Nascosto male
Anzi mi mostro
Sarà il proiettile
Eutanasia
Halloween
Il cielo chiude il mondo in una scatola di pioggia
Necropoli di bossoli di gente
Li volano i piccioni
Dell’ennesima febbre muovo le mialgie
Gli anfibi del pattume
Dicono il mattino
Pulendo ciò che resta
Dei vostri bicchieri
I piccioni gambizzati dai cocci
Credono i cocci molliche di pane
S.
Contare i lampadari le conferma la vita
Dopo aver camminato si chiude il ventre a mano
È sciapa la sutura sa come morirà
A mano le frattaglie il fianco lacerato
Schioppo sui cinghiali muore di paura
Le luci le case un sacco di gente
Il mondo che prescinde le fa sciocco il parlare
Si è sognata morire – l’altro giorno
Morta piangeva – i bimbi continuare
Ceci
Mamma trovava i rimasugli
Del suo latrare l’imprevisto
Era il catarro
Il mio papà di terracotta
Fingeva di contarsi i baffi
Era l’attesa
Della mia mamma indaffarata
Lei pane latte lui guaiva
Era un mastino a digiuno
Che da una torre di frana
Mozzo partì al mondo
Un Achab come padre
Ho ereditato i ceci
Le mie ginocchia
Sui ceci
Sono le croste
Dei ceci
Sono infiniti
Quei ceci
Giornale di ieri
I nervi incastrati
Panicare di caviglia
Mi inciampo nel tallone poi cado
Che la conca breve
Salva i finimondi autunni
Surrogato del mare sparito
Alla bocca cicche
Chi fatica valigette
La meta era il bar che mi conosce
Forse non ricordo
Ma abbattendosi sui bimbi
Portavano le onde boschi
E le città
La pozzanghera mi usa battigia
Mi lambiscono volti di spallucce
Nel colpo breve frantumi di morti
Voglio restare qui
E resta il quotidiano
Galleggia franto scoop
La settimana scorsa

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